GIORNI VIETNAMITI

Dal mio ritorno a casa, i ricordi del Vietnam mi hanno fatto compagnia per tantissimi mesi. Forse perché è un Pese in cui mi sono immersa come in un mare e come un fuso l’ho attraversato tutto, schivando i percorsi (decisamente rigidi) che i vietnamiti hanno tracciato per noi stranieri, trasformandoli in luoghi affollati e svuotati di autenticità. In un mese di viaggio solitario da Nord a Sud, dalle risaie di Sapa al delta del Mekong, ho imboccato ogni deviazione che il viaggio mi indicava e più passavano i giorni, più mi sono sentita calma e allegra, come questo popolo.

La raccolta Giorni Vietnamiti significa per me molto più di ciò che mostra. Ogni foto mi riporta a un odore che c’era nell’aria, a un incontro che ho conservato nel cuore, al paesaggio che c’era fuori dall’inquadratura, alla strada percorsa fino a quel momento, all’esperienza che stavo vivendo e a quelle venute dopo. 

Ma oltre alle immagini ci sono delle cose che non voglio dimenticare, un misto di usanze e sensazioni, praticamente una mia personalissima guida al Vietnam.

Voglio ricordare…

Che la giornata di un Vietnamita inizia alle quattro del mattino facendo ginnastica

Che nei villaggi più remoti un bel rutto a fine pasto è una cosa molto educata

Che nei giorni di luna piena non si pesca e non si mangia pesce

Che Ho chi min sta al Vietnam come Che Guevara sta a Cuba

Che i Vietnamiti sono tenaci, orgogliosi e sembrano felici

Che quando in inglese mi dicono Ô in realtà mi stanno dicendo ” home«», che quando dicono Cô intendono dire “cold” e che Mî è “milk”

Che quando chiami qualcuno al telefono, al posto dello squillo senti una canzone

Che anche nei miei momenti peggiori io per loro sono sempre ” very beauty”

Che al posto dei nostri autogrill hanno amache e tavolini ombreggiati lungo le strade

Che sotto il sole e 40 gradi all’ombra le donne indossano pantaloni, calzini, guanti, felpa – di quelle spesse e con gli orsacchiotti – cappuccio (sulla testa e stretto intorno al collo), grandi occhiali da sole e mascherina imbottita larga quanto la faccia,

Che quando parlano sembra di sentire belare una pecora

Che nella stessa stanza tengono la tv, il motorino, il letto, la cucina e tutto quello che si può

Che i bambini indossano la maglietta “I love Vietnam” e sono tutti bellissimi

Che i marciapiedi servono per parcheggiare i motorini, ecco perché  mi ritrovo puntualmente a camminare sul ciglio della strada

Che in Vietnam tutte le barche hanno gli occhi dipinti sulla prua

Che si mangia per strada seduti su sedie piccole come quelle dell’asilo e intorno a tavolini lillipuziani

Che le ragazze al liceo indossano pantaloni neri e una blusa di seta bianca lunga fino al ginocchio, una divisa che le fa sembrare delle madonne

Che il loro mac Donald si chiama Lotteria e che è anche buono

Che dopo giorni di prove e ripetizioni ho imparato a mangiare con le bacchette

Che indossano cappelli a cono come noi ci mettiamo i calzini o le mutande.

Che ogni Vietnamita trascorre una fetta impressionante della propria vita a bordo di un motorino

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